Mercoledì 24 Agosto 2016
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Pasolini e il tempo di oggi
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E' doveroso e per nulla anacronistico ricordare le parole di Pier Paolo Pasolini sulla grande differenza che vi è fra sviluppo e progresso; credo, anzi,  che ancora oggi le parole di Pasolini non abbiano abbattuto il pensiero becero ed arretrato che ci ha condotti dritti, dritti, verso l'attuale crisi socio-culturale ed economica.

In particolare, sono le ultime parole di questa breve intervista (riportata nella sezione video e che andrebbe guardata prima di queste considerazioni) che liberano lo sguardo su come alcuni profeti come lui avessero già preannunciato che il perseguire le logica dello sviluppo prima di tutto (per dirla con lo slogan di Fitto), avrebbero portato allo sfascio sociale in cui ci troviamo.

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BANANAS
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di Vito Lisi (Presidente Associazione Comitato SOS 275)

Quando ieri ho letto il titolo di prima pagina sulla gdm  mi sono ritrovato personalmente a rivalutare e riconsiderare gli equilibri fra i poteri di un Paese che vuol dirsi democratico e civile, un Paese in cui la Costituzione dello Stato che erge il popolo sovrano viene contemplata e applicata nel rispetto della legalità. Mi si è riavvolto in mente un nastro lungo dodici anni, un’infinità di visi a volte stupefatti, altre sfiduciati fino alla rassegnazione, ma anche visi orgogliosi  e determinati, convinti che la legalità prima o poi si sarebbe riaffermata perché viviamo in un paese basato sul diritto e la legalità. In primis, ho pensato al nostro presidio, alla casa dei pellegrini al Gonfalone di Tricase, poi ho ritrovato il viso dell’avv. Gino Paccione ed il suo estenuante lavoro nella ricerca della verità, un lavoro in cui come Comitato ci siamo dedicati con la massima fiducia sin dal primo istante. Leggendo poi i commenti a caldo di Biagio Ciardo su facebook mi è venuta in  mente la figura di un tifoso che in un qualsiasi lunedì di campionato non si vuol rassegnare che la partita è  finita e la sua squadra del cuore ha perso e sta lì a recriminare su episodi che sono una pagliuzza rispetto alla trave che finalmente è emersa con tutta la sua potenza dirompente. Quando ho letto della dama nera che definisce l’ammodernamento della s.s.275 come “Progetto vergogna delle vergogne” per sottolineare tutta la spudorata violenza nei confronti delle regole democratiche, una superbia massonica, ho pensato ai tanti visi di ignari cittadini che nella singolare ricorrenza della marcia di S.M. di Leuca del 31/10/2014, si sono sentiti manipolati e strumentalizzati da una coalizione bipartisan che oggi, alla luce delle nuove indagini, sembra degna dello sciacallaggio più meschino. Non starò qui ad elencare quei visi noti di politici, ma qui non è in discussione la sicurezza stradale, non lo è mai stata se non in maniera strumentale e condita mediaticamente da frequenti genuflessioni verso l’illecito. Ho pensato ai visi di tutti gli associati e dei militanti che in questi anni ci hanno sostenuto, ho pensato ai visi dei giudici della Cassazione penale di Lecce che ci hanno condannato a pagare 12.000 euro di sanzione per averli scomodati a pronunciarsi su queste piccolezze infondate dopo che sia il Procuratore Capo Cataldo Motta che il P.m. Antonia Martalò avevano ritenuto il caso “progettazione s.s.275” come  non luogo a procedere. Ho pensato al viso degli espropriati e al loro vedersi recapitare il 5 Ottobre 2015 da ANAS SP.A., un risarcimento di 2000 euro per l’ultima sentenza al Consiglio di Stato, esattamente  cinque giorni dopo le pesanti dichiarazioni del nuovo Presidente ANAS Gianni Armani e nonostante la sentenza sia stata impugnata davanti alla Cassazione Ho pensato ai visi dei tanti giudici del TAR, del Consiglio di Stato, mai entrati nel merito della progettazione, agli avvocati difensori, ai vari attori protagonisti, alla sensazione scacciata repentinamente che i matti eravamo noi.

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Anas, indagato il presidente Ciucci. ‘Abuso d’ufficio per statale Maglie-Leuca’
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Anas, indagato il presidente Ciucci. ‘Abuso d’ufficio per statale Maglie-Leuca’

 

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo sui ritardi e le anomalie nella costruzione della strada il cui iter di progettazione è iniziato negli anni novanta. Ma sotto il tracciato ci sono almeno tre discariche abusive. E il valore dell'affare è lievitato da 113 a oltre 280 milioni di euro

Da" Il fatto quotidiano" di Tiziana Colluto | 15 novembre 2014

Un indagato eccellente, il presidente di Anas Pietro Ciucci. E un appalto milionario al momento congelato, il raddoppio dell’arteria che collegherà Maglie con Leuca, nel leccese. L’affare finisce nel mirino della Procura di Roma. Un fascicolo per abuso d’ufficio è aperto sulla scrivania del pm Alberto Galanti, nome di peso della magistratura capitolina, lo stesso che porta avanti l’inchiesta sull’ex ministro all’Ambiente, Corrado Clini, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, e lo stesso, soprattutto, che ha smantellato il “sistema” che ruota attorno a Manlio Cerroni e la discarica di Malagrotta.

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Illuminiamo la strada maestra
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Che cos’è una strada maestra? Cosa rappresenta nella storia del nostro territorio?

A giudicare dalle sue origini segrete sarebbe forse stato più opportuno chiamarla strada gran maestra! Certo su una cosa il Comitato SOS 275 è d’accordo: si faccia vera luce, una volta per tutte su questa vicenda, perché l’unica maestria che ravvediamo, l’unica cosa che può insegnare quest’opera sono “le macroscopiche illeicità” che l’hanno accompagnata sin dalla sua nascita (così come riferisce il Consiglio di Stato in merito all’aggiudicazione dei lavori d’appalto). Per colpa di una classe politica ingorda e collusa che oggi affitta  pullman per portare ignare massaie in gita a Leuca, per colpa dell’insaziabile mania di grandezza da grande opera blindata, si propina il serio rischio di perdere i 288 mln di euro.

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