Venerdì 30 Settembre 2016
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COMUNICATO STAMPA DEL 10/09/2016
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Comunicato Stampa del 10/09/2016

Apprendiamo con soddisfazione che dopo lunghi anni di resistenza al progetto della s.s.275, l’ANAC di Raffaele Cantone conferma tutte le innumerevoli memorie dei ricorsi dell’avv. Luigi Paccione, il quale insieme al Comitato SOS275 si è battuto per il ripristino della legalità in difesa della salute dei cittadini e del paesaggio. L’illegittimità ab origine di questo scellerato progetto, la sua faraonica progettazione,  è finalmente crollata sotto la scure dell’Autorità Anticorruzione che evidenzia come tutto il decantato interesse pubblico, con  le strumentalizzazioni di ogni genere e colore viste in questi ultimi giorni,  in realtà erano solo “interessi di parte” e che nulla hanno a che vedere con gli interessi dei pubblici cittadini. Allarma il contenuto della relazione dove si citano tutte le Istituzioni, chi più chi meno,  colpevoli e complici nel difendere interessi privati che emergeranno sempre di più nei prossimi giorni. L’ANAS, la Regione Puglia, il consorzio ASI, la PRO.SAL e tutti i protagonisti pubblici e privati coinvolti sin dal 1994, in realtà hanno cercato fino alla fine di coprire il loro malefatte. Ora che il vaso di pandora è definitivamente scoperchiato, è giunto il momento di richiuderlo, cacciandovi dentro tutta la malignità che ha vanamente cercato di stravolgere il Capo di Leuca,  con l’aggravio dell’avvelenamento dei territori con discariche tossico nocive in cui si evidenzia purtroppo la presenza di pericolosi inquinanti come l’arsenico. Ci aspettiamo ora un corteo dei Sindaci che chieda a gran voce la bonifica dei siti scoperti grazie al lavoro di noi volontari, vista la loro predisposizione ad occupare la 275 per difendere interessi  particolari. Infine, sotto il controllo della legalità e con il contributo dei cittadini, si realizzi finalmente un progetto di ammodernamento utile, onesto e partecipato in modo da coniugare sicurezza stradale e vocazione turistica. Si pensi ad una vera strada parco, incluso il tracciato che attraverserà il Parco  Regionale dei Paduli da Scorrano a Leuca, prevedendo dei fondi che a prescindere dal nuovo progetto possano essere usati per bonificare le discariche abusive. La Maglie – Otranto sia d’esempio su come non bisognerà più intervenire in questo territorio consumato all’estremo e che vive un’emergenza  ambientale senza precedenti.

 
COLPO MORTALE AL MALAFFARE
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Ne ha per tutti, l’Autorità Anticorruzione: per il Consorzio Asi, che quando affidò la progettazione della 275 non ha adottato procedure di evidenza pubblica;per il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che non ha vigilato su Anas; per la Regione Puglia, che a tutela dell’interesse pubblico non ha messo in atto i suoi poteri di vigilanza, compreso quello di revoca del finanziamento. Ad Anas, poi, è contestata una sfilza di violazioni e omissioni in tutto l’iter relativo alla nuova statale Maglie-Leuca, con un’accusa pesantissima: “non si è mostrata all’altezza della gestione di tutto il procedimento tecnico- amministrativo, non contrastando adeguatamente gli interessi di parte che di volta in volta negli anni si sono manifestati”.
Perchè questo è la nota dolente che l’Anac mette nero su bianco nelle 72 pagine di relazione conclusiva del procedimento avviato già un anno fa e delle cui contestazioni intermedie, a dicembre, Telerama ha dato conto in anteprima. Sono seguite le controdeduzioni delle parti in causa. Ora la delibera finale a firma del presidente Raffaele Cantone e datata 6 settembre. Anac ci va giù pesante: “a fronte dell’importanza dell’opera e dell’interesse pubblico alla sua realizzazione è emerso che il procedimento di attuazione ha mostrato tutti i suoi limiti in relazione agli ostacoli che di volta in volta si sono presentati, determinati dal prevalere di scelte dettate da interessi di parte e dalla mancanza di un adeguato coordinamento tra tutte le istituzioni coinvolte”.

L’avvocato Pietro Quinto ha ricevuto in mattinata la relazione, in quanto legale dell’ati Matarrese Palumbo, arrivata quarta nella gara, ma secondo il Consiglio di Stato l’unica a cui Anas doveva assegnare l’appalto da 288 milioni di euro, andato invece, con tanto di contratto già firmato, al Consorzio cooperative costruzioni di Bologna. A Matarrese Anac aveva addebitato, da ultimo, la presentazione di polizze fideiussorie false.Ora la palla ritorna ad Anas. Ma è una vera palla avvelenata. Anac lo rimarca: “Anas, di concerto con gli enti preposti” deve tenere “in debito conto quanto messo in luce dall’Autorità”nel procedere ad una “valutazione delle possibili iniziative da intraprendere”. E sono valutazioni che “nella doverosa considerazione della adeguatezza del progetto – scrive Cantone – non possono prescindere, anche in relazione all’ingente investimento programmato, da considerazioni circa l’attualità delle scelte progettuali del progetto deginitivo posto a base di gara; a questi accertamenti dovranno aggiungersi le valutazioni di tutti gli ulteriori fattori di rischio connessi a ciascuna ipotesi di scenario oggetto di valutazione in tema di oneri aggiuntivi e possibili contestazioni, nonché di affidabilità degli operatori economici”.

 
GIUSTIZIA E BASTA
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LECCE — L’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), guidata dal magistrato Raffaele Cantone, boccia il procedimento amministrativo adottato per l’adeguamento della Statale 275 Maglie–Leuca, un’opera attesa da oltre 20 anni, progettata e finanziata con 288 milioni di euro ma mai avviata. Una clamorosa incompiuta che non manca di generare forti polemiche. E mentre anche in questi giorni, da più parti, si chiede la posa della prima pietra, Anac esprime le sue valutazioni che potrebbero invece stroncare ogni aspettativa in tal senso, definendo il progetto non più attuale.

 

Il fascicolo

Oggi, l’avvocato Pietro Quinto, difensore della ditta Matarrese di Bari, riconosciuta dai giudici amministrativi aggiudicataria dell’appalto, ha reso noti i contenuti della corposa relazione di Anac. Un fascicolo di oltre 60 pagine contenenti numerosi rilievi su passaggi importanti del procedimento amministrativo. «Anas contesta l’iter amministrativo della pratica – spiega l’avvocato Quinto - fin dall’affidamento dell’incarico di progettazione, avvenuto nel 1994 e poi confermato nel 2002, da parte del Sisri alla Pro.Sal. Una progettazione che serviva per avere anche il finanziamento. Poi si contesta anche il fatto che questa progettazione non sia stata condivisa tra Anas, Cipe, Ministero dei Trasporti e Regione Puglia, tanto che vi fu un contenzioso, sia pure conclusosi con la rimodulazione del progetto. Ma Anac rileva che nel frattempo era stata indetta la gara sulla base del progetto originario - aggiunge Pietro Quinto - e le ditte sono state avvertite, nel frattempo, per aggiornare le offerte e sulla base del mutamento del progetto. Questo iter viene contestato come illegittimo».

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BANANAS
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di Vito Lisi (Presidente Associazione Comitato SOS 275)

Quando ieri ho letto il titolo di prima pagina sulla gdm  mi sono ritrovato personalmente a rivalutare e riconsiderare gli equilibri fra i poteri di un Paese che vuol dirsi democratico e civile, un Paese in cui la Costituzione dello Stato che erge il popolo sovrano viene contemplata e applicata nel rispetto della legalità. Mi si è riavvolto in mente un nastro lungo dodici anni, un’infinità di visi a volte stupefatti, altre sfiduciati fino alla rassegnazione, ma anche visi orgogliosi  e determinati, convinti che la legalità prima o poi si sarebbe riaffermata perché viviamo in un paese basato sul diritto e la legalità. In primis, ho pensato al nostro presidio, alla casa dei pellegrini al Gonfalone di Tricase, poi ho ritrovato il viso dell’avv. Gino Paccione ed il suo estenuante lavoro nella ricerca della verità, un lavoro in cui come Comitato ci siamo dedicati con la massima fiducia sin dal primo istante. Leggendo poi i commenti a caldo di Biagio Ciardo su facebook mi è venuta in  mente la figura di un tifoso che in un qualsiasi lunedì di campionato non si vuol rassegnare che la partita è  finita e la sua squadra del cuore ha perso e sta lì a recriminare su episodi che sono una pagliuzza rispetto alla trave che finalmente è emersa con tutta la sua potenza dirompente. Quando ho letto della dama nera che definisce l’ammodernamento della s.s.275 come “Progetto vergogna delle vergogne” per sottolineare tutta la spudorata violenza nei confronti delle regole democratiche, una superbia massonica, ho pensato ai tanti visi di ignari cittadini che nella singolare ricorrenza della marcia di S.M. di Leuca del 31/10/2014, si sono sentiti manipolati e strumentalizzati da una coalizione bipartisan che oggi, alla luce delle nuove indagini, sembra degna dello sciacallaggio più meschino. Non starò qui ad elencare quei visi noti di politici, ma qui non è in discussione la sicurezza stradale, non lo è mai stata se non in maniera strumentale e condita mediaticamente da frequenti genuflessioni verso l’illecito. Ho pensato ai visi di tutti gli associati e dei militanti che in questi anni ci hanno sostenuto, ho pensato ai visi dei giudici della Cassazione penale di Lecce che ci hanno condannato a pagare 12.000 euro di sanzione per averli scomodati a pronunciarsi su queste piccolezze infondate dopo che sia il Procuratore Capo Cataldo Motta che il P.m. Antonia Martalò avevano ritenuto il caso “progettazione s.s.275” come  non luogo a procedere. Ho pensato al viso degli espropriati e al loro vedersi recapitare il 5 Ottobre 2015 da ANAS SP.A., un risarcimento di 2000 euro per l’ultima sentenza al Consiglio di Stato, esattamente  cinque giorni dopo le pesanti dichiarazioni del nuovo Presidente ANAS Gianni Armani e nonostante la sentenza sia stata impugnata davanti alla Cassazione Ho pensato ai visi dei tanti giudici del TAR, del Consiglio di Stato, mai entrati nel merito della progettazione, agli avvocati difensori, ai vari attori protagonisti, alla sensazione scacciata repentinamente che i matti eravamo noi.

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